3.2 Le reti sociali nella ricerca del lavoro

Attraverso l’utilizzo di un sito di social network un individuo ha l’opportunità di formalizzare il proprio network di contatti. In base alla tipologia di servizio alla quale accede anche il network di contatti che potrà creare o ricreare assumerà conformazioni diverse. Essendo tali siti orientati alla costruzione di network con persone che già si conoscono al di fuori della rete ben si comprende come il concetto di social network, o rete sociale, non debba essere considerato solo nella sua accezione telematica.

Barnes (1954), citato in Zaccarin, Rivellini (1999, pag. 1), scrive:
“Ogni persona è, per così dire, in contatto con un numero di altre persone, alcune delle quali sono in contatto l’una con l’altra mentre altre non lo sono. Similmente ogni persona ha un numero di amici che, a loro volta, hanno altri amici; alcuni degli amici di una persona si conoscono l’uno con l’altro, mentre altri non si conoscono. Trovo utile parlare di un campo sociale di questo tipo come di un network. L’immagine che ho è quella di un insieme di punti alcuni dei quali sono collegati da linee. I punti rappresentano gli individui, o talvolta i gruppi, e le linee indicano quali persone interagiscono fra loro”.

Un sito di social network permette dunque agli utenti di ricreare virtualmente la propria rete di connessioni offrendo allo stesso tempo strumenti di comunicazione e di collaborazione per gestire tale network.

Una rete sociale viene oggi rappresentata rifacendosi alla teoria dei grafi (Mika, 2007) (Fig.10). Le componenti di una rete sociale sono due: i nodi e le relazioni. I nodi possono essere individui, gruppi, posizioni, luoghi, istituzioni e vengono rappresentati attraverso un punto. Le relazioni invece vengono rappresentate attraverso l’uso di linee o di archi che collegano i vari nodi tra loro. Le tipologie di relazioni possono essere di varia natura: possono esistere relazioni basate su rapporti di amicizia, legami famigliari, rapporti lavorativi e altri.

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L’analisi delle reti sociali, o social network analysis, è un filone teorico che ha come obiettivo lo studio delle reti sociali e in particolare delle relazioni tra una serie di attori. La differenza fondamentale tra la social network analysis e altri approcci alle scienze sociali è l’obbiettivo di indagine che in questo caso sono le relazioni tra gli individui e non le caratteristiche del singolo individuo (Mika, 2007). L’assunto di base di questo filone di studi è la convinzione che il tipo e la strutturazione delle relazioni degli individui e la presenza o l’assenza di alcune caratteristiche e strutture possano avere importanti effetti sul network e sugli elementi, nodi e relazioni, che lo compongono (Mika, 2007). L’individuo quindi si trova inserito in una rete sociale, ne viene condizionato e allo stesso tempo può condizionare la stessa (Piselli, 1995). La social network analysis inoltre fornisce una serie di strumenti che permettono oltre che una analisi qualitativa dei network sociali anche un’analisi quantitativa attraverso l’uso di elementi matematici e statistici. I campi di applicazione delle teorie della social network analysis sono vari: si passa dallo studio dei modelli di contagio delle malattie epidemiologiche allo studio dell’efficienza dei lavoratori in particolari ambienti di lavoro (Piselli 1995).

Ai fini del presente elaborato si focalizzerà l’attenzione su alcuni studi che hanno analizzato come la rete sociale di un individuo possa incidere sulle modalità attraverso le quali trova occupazione.
Uno dei contributi più significativi in questo campo è stato dato da Granovetter con il suo libro “Getting a job” pubblicato nel 1985. L’autore per la prima volta ha cercato di verificare come il network personale di un individuo potesse influire su un fenomeno macroeconomico come quello della ricerca del lavoro. Lo studio è stato condotto su un campione di 282 lavoratori, uomini, che vivevano in un sobborgo di Boston. Ogni individuo come requisito doveva aver cambiato lavoro oppure aver trovato la sua prima occupazione nei cinque anni precedenti all’indagine. Granovetter ha cercato di studiare i flussi informativi circa le nuove offerte di lavoro, cioè le modalità attraverso le quali gli individui venivano a conoscenza delle offerte di lavoro alle quali candidarsi. Lo studio ha messo in evidenza come il canale più utilizzato attraverso il quale i lavoratori hanno trovato incarico fosse quello informale cioè attraverso i propri contatti personali. L’autore nella sua analisi ha verificato anche quali tipi di relazione ci fossero tra il soggetto assunto e l’individuo che ha fornito le informazioni utili per essere assunto. Granovetter giunge alla conclusione che le persone dalle quali si reperiscono le informazioni utili per trovare una nuova occupazione sono quelle con le quali si ha un legame debole. Il concetto di legame debole, weak ties, è stato introdotto da Granovetter nel suo saggio “The streack of weak ties” all’interno del quale vengono fatte alcune considerazioni su quali siano le modalità attraverso le quali avviene la diffusione delle informazioni. Granovetter (1973) definisce due tipi di legami: i legami deboli ed i legami forti. “La forza dei legami è la combinazione (probabilmente lineare) della quantità di tempo, dell’intensità emotiva, del grado di intimità, (confidenza reciproca) e dei servizi reciproci che caratterizzano il legame stesso. Ognuna di queste dimensioni è in una certa misura indipendente dalle altre, sebbene siano evidenti le loro strette interconnessioni” (traduzione contenuta in Follis 1998, pag 117). In questo modo l’autore sintetizza le modalità attraverso le quali definisce la forza di un rapporto ed i parametri che usa per definire le caratteristiche dei rapporti che ha analizzato. Legami di tipo familiare possono essere considerati legami forti mentre legami di tipo lavorativo vengono considerati deboli. Secondo lo studio di Granovetter nell’ambito della ricerca del lavoro sono i legami deboli che gli individui instaurano a essere la fonte principale d’informazioni utili a trovare occupazione questo perché attraverso i legami deboli si possono reperire informazioni altrimenti inaccessibili. Le reti sociali basate su legami forti presuppongono una certa vicinanza sociale tra gli individui e in molti casi anche una certa vicinanza spaziale (Piselli, 1995). Gli individui del network forniscono informazioni di cui il soggetto è già a conoscenza. Al contrario gli individui con i quali s’instaurano rapporti deboli con maggiore probabilità possono fornire nuove informazioni, che nell’ambito della ricerca del lavoro corrispondono alle offerte di occupazione, perché operano all’interno di reti sociali diverse da quella dell’individuo (Granovetter, 1973). Attraverso un legame debole quindi un soggetto entra in contatto con network che possono essere molto lontani da lui e grazie ai propri legami deboli può reperire nuove informazioni perché questi fungono da ponte tra due network che altrimenti non verrebbero in contatto (Granovetter, 1973). Come si può vedere dalla Figura 11 attraverso il contatto B il nodo A ha la possibilità di accedere ad una rete di contatti più estese ed è proprio attraverso il nodo B, con il quale ha un legame debole, che può ricevere informazioni utili alla ricerca di una nuova occupazione.

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Grieco (1987), citata in Piselli (1995), sostiene una tesi opposta a quella di Granovetter. Secondo l’autrice sono i legami forti ad incidere maggiormente sulle possibilità di trovare lavoro come dimostrato dalle sue ricerche. Piselli (1995) mette in evidenza come le divergenze nei risultati siano da imputare ad una diversa concezione dell’intensità del rapporto e ad una semplificazione fatta da parte di Granovetter nelle modalità con le quali vengono distribuite le informazioni.

Seppure arrivando a risultati diversi tra loro, gli studi effettuati nel campo della ricerca del lavoro ed in particolare nei modelli di trasferimento delle informazioni necessarie a trovare una nuova occupazione, hanno dimostrato come la rete sociale di un individuo sia un fattore essenziale che incide positivamente sulle probabilità di trovare una nuova occupazione. Inoltre il contesto sembra essere una variabile importante nei risultati ottenuti dalle ricerche svolte. Come evidenzia Piselli (1995) Granovetter prende in esame un gruppo di individui appartenenti ad una grande città americana in un periodo nel quale c’era carenza di personale mentre gli studi effettuati da Grieco prendono in esame individui appartenenti a comunità di immigrati in un contesto economico nel quale c’era una forte concorrenza tra la forza lavoro. Gli studi hanno poi messo in evidenza come importanti fattori siano la famiglia di appartenenza e la tipologia di lavoro che viene offerta. Gli individui appartenenti a famiglie di classe sociale medio- alta possono fare leva su di un network di contatti più ampio e quindi hanno l’opportunità di tessere un numero maggiore di relazioni la maggior parte delle quali deboli, avendo quindi maggiori opportunità di migliorare la propria situazione lavorativa (Piselli 1995). In riferimento alla tipologia di lavoro offerto si nota come la distribuzione delle informazioni relative ad offerte di lavoro che richiedono la verifica di requisiti formali, come ad esempio il livello di istruzione, benefici maggiormente dell’attività svolta dai nodi collegati tra loro da un rapporto debole (Piselli 1995). Al contrario offerte di lavoro che non presentano requisiti formali e dove la concorrenza tra la forza lavoro è maggiore sono i legami forti ad assumere un ruolo centrale.

Gli studi effettuati da Granovetter e Grieco considerano il punto di vista dell’individuo che ricerca lavoro. I dati relativi ai canali di reclutamento utilizzati dalle aziende illustrati precedentemente permettono però di estendere l’importanza delle reti sociali evidenziate dai due autori anche alle aziende che si trovano nella condizione di effettuare recruiting. L’azienda che vuole veicolare la propria offerta di lavoro deve dunque essere consapevole che gli individui che cercano lavoro in molti casi si avvalgono dei propri contatti.

In questo contesto si può comprendere l’importanza che i siti di social network possono rivestire per le imprese che si trovano a dover individuare e successivamente inserire nuove risorse umane. Grazie a questi siti le aziende possono creare e gestire un proprio network di contatti attraverso il quale ricercare un candidato e distribuire la propria offerta di lavoro. L’azienda ha inoltre l’opportunità di usufruire non solo del proprio network di contatti ma anche di quello dei propri dipendenti che, se iscritti al servizio di social network, possono diventare promotori dell’offerta di lavoro. Utilizzare il network di contatti, composto dalle risorse umane interne e da soggetti come fornitori e clienti, per scopi aziendali può comunque essere fatto anche senza l’ausilio dei siti di social network che si dimostrano servizi in grado di potenziare l’utilizzo del network di contatti per l’individuazione di nuove risorse umane. Tali considerazioni sono valide per ogni tipologia di servizio di social network ma risultano ancor più importanti per quelli professionali dove le informazioni inerenti all’ambito lavorativo sono in linea con le finalità del servizio.

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