Il web 2.0

Il termine web 2.0 nacque nel 2004 durante un brainstorming tra la casa editrice O’Really e la società Media Live International. In quel frangente fu Dale Dougherty, vice presidente di O’Really, ad utilizzare la dicitura due punto zero per definire una nuova fase che stava vivendo il web dopo lo scoppio della bolla speculativa che ha caratterizzato le “dot com” alla fine degli anni 90.

Il termine è oggi entrato a far parte del linguaggio comune, almeno per chi si occupa di web, tanto che se si effettua una ricerca su Google compaiono più di 300 milioni di risultati. Ma cosa significa web 2.0? Dare una definizione precisa è un compito arduo dal momento che il concetto è abbastanza complesso, risulta quindi utile partire da una definizione “compatta” data da Tim O’ Really (2006):

“Web 2.0 is the network as platform, spanning all connected devices; Web 2.0 applications are those that make the most of the intrinsic advantages of that platform: delivering software as a continually-updated service that gets better the more people use it, consuming and remixing data from multiple sources, including individual users, while providing their own data and services in a form that allows remixing by others, creating network effects through an “architecture of participation,” and going beyond the page metaphor of Web 1.0 to deliver rich user experiences”.

Molte sono state le critiche all’utilizzo di tale termine, dal momento che non si intravedevano particolari novità tecniche nel web tali da giustificare l’adozione della dicitura due punto zero. Molti infatti vedono tale termine come uno slogan per vendere tecnologie già consolidate.

Ma il cambiamento che vogliono sottolineare Dougherty e O’oreally non è tanto tecnologico quanto concettuale. Dalla definizione si capisce come Internet non sia più considerato solo un network che mette in connessione vari computer ma debba essere inteso come una piattaforma su cui sviluppare applicazioni.

Il punto centrale del concetto di web 2.0 è l’utente. Il web di prima generazione può essere considerato uno strumento di comunicazione unidirezionale nella quale un publisher di contenuti rendeva disponibili agli utenti le informazioni che pubblicava senza che questi potessero a loro volta rispondere. Con il web 2.0 questa situazione cambia radicalmente. L’utente, oltre a poter usufruire dei contenuti già pubblicati, ha la possibilità di arricchire quelli già presenti e, cosa molto più importante, ha la possibilità di crearne e pubblicarne di nuovi. L’apporto che ogni individuo può dare non si limita alla pubblicazione di testi ma può assumere la forma di foto, video, audio e altri formati. L’utente ha quindi l’opportunità di esprimersi attraverso l’utilizzo di strumenti semplici e veloci con la possibilità di interagire anche con gli altri utenti. I blog, ad esempio, sono uno strumento che presenta questi fattori; gli individui hanno la possibilità di pubblicare i loro pensieri e di esternare la propria conoscenza con la possibilità di discutere con altri utenti, attraverso la funzione commenti presente sui vari post. Strumenti quali gli spazi wiki permettono invece una collaborazione tra gli utenti nella creazione di nuova conoscenza. Gli utenti quindi da semplici spettatori hanno oggi la possibilità di diventare attori attivi della rete. L’apertura della creazione dei contenuti verso un pubblico più vasto è stata resa possibile anche dal lavoro effettuato a livello di interfaccia utente all’interno delle nuove applicazioni di web 2.0. Oggi si parla di rich user interface per indicare le nuove interfacce web che, facendo uso di tecnologie quali AJAX, permettono di arricchire l’esperienza web dell’utente trasformando le pagine web in vere e proprie applicazioni paragonabili a quelle presenti sui desktop. Le interfacce delle applicazione di web 2.0 tendono inoltre a semplificare l’utilizzo da parte degli utenti proprio per permettere al maggior numero possibile di individui di usufruire dei servizi messigli a disposizione senza la necessità di avere particolari competenze in ambito informatico.

web-20-caratteristiche

La trasformazione del ruolo dell’utente da passivo ad attivo è solo uno degli aspetti importanti del web 2.0. Un altro concetto importante è la diversa concezione nella distribuzione dei contenuti. Se fino a poco tempo fa i publisher custodivano gelosamente i propri contenuti all’interno dei loro siti web, oggi con l’affermazione degli strumenti di web 2.0 si è assistito ad una progressiva apertura verso nuovi canali di distribuzione dei contenuti. Tecnologie quali gli RSS permettono oggi di veicolare le informazioni attraverso nuovi strumenti e, benché per certi versi possano essere controproducenti per i publisher15, vengono sempre più spesso utilizzate all’interno dei siti. Anche la possibilità di effettuare l’embed dei contenuti pubblicati in siti esterni dimostra come oggi la tendenza sia quella di incentivare la distribuzione dei contenuti sul maggior numero di pagine.

Un altro punto importante del web 2.0 è la sua componente relazionale. Gli strumenti di web 2.0, permettendo una maggiore interazione tra gli utenti, offrono loro la possibilità di instaurare nuove relazioni e di mantenere quelle che già possiedono. La nascita di nuovi spazi dove creare e modificare nuovi contenuti unita alla possibilità di interazione permette oggi di creare delle relazioni più o meno stabili con altri utenti della rete partendo proprio da un contenuto pubblicato. I siti di social network, oltre ad offrire l’opportunità di creare nuove relazioni, si pongono come strumento per la gestione del proprio network di contatti rappresentando il principale esempio di come il web 2.0 si fondi anche sulle relazioni tra gli individui.

La componente relazionale sta acquisendo sempre più importanza all’interno del concetto di web 2.0 tanto che è stato coniato il termine di social media. La definizione tratta da Wikipedia definisce i social media come tutte le tecnologie e gli strumenti che le persone utilizzano per condividere tra loro opinioni, idee, esperienze e prospettive. Molti strumenti del web 2.0 come i blog, i siti di social network, i siti di media sharing ed i siti di social bookmarking possono essere definiti dei social media perché basano il loro successo proprio sugli utenti e sul loro apporto sia in termini di pubblicazione di materiali che in termini di interazione.

L’affermarsi della logica del web 2.0 ha dunque spostato l’attenzione sull’utente, trasformandolo in attore attivo all’interno della rete. I contenuti creati da ogni individuo tendono poi ad essere liberamente distribuiti aumentando il pubblico al quale far arrivare il proprio messaggio. La pubblicazione dei contenuti in molti casi viene mediata da alcuni siti che diventano nuovi spazi nei quali gli utenti si confrontano conoscendo nuove persone, interagendo con loro e stabilendo nuove relazioni.

Questi sono i driver del web 2.0, una nuova concezione del web che aumenta le possibilità di espressione di ogni utente, offre maggiori spazi per il confronto e fa aumentare il numero di utenti Internet che proprio da questi nuovi servizi vengono attratti.

 

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