1.4 Il mercato dell’e-recruiting

Dalla metà degli anni 90 l’e-recruiting ha conosciuto una notevole espansione supportata dalla crescita della rete Internet che ha permesso a sempre più persone ed imprese di essere collegate.
Hays (1999), citato in Pearce e Tuten (2001), stimò che la spesa annuale per l’Internet recruiting sarebbe stata di 1,7 miliardi di dollari entro il 2003. Secondo una ricerca pubblicata da IDC (Onrec 2001), già nel 2000 la spesa per l’e-recruiting era di 1,6 miliardi di dollari, a dimostrazione di come gli investimenti negli strumenti di e- recruiting siano stati consistenti. Nel 2005 la spesa prevista è stata di 13,4 miliardi di dollari a dimostrazione del continuo trend positivo.

Il mercato di riferimento rimangono gli Stati Uniti seguiti dall’Europa Occidentale. Secondo l’amministratore delegato di Monster Italia Nicola Rossi: “le aziende europee ritengono che Internet rappresenti il canale più efficace per reclutare nuovi talenti: oltre il 70% delle offerte di lavoro disponibili sul mercato europeo sono infatti pubblicate online e il 56% del totale delle assunzioni portate a termine nell’Unione Europea proviene da un annuncio pubblicato sul web”4. Secondo la già citata ricerca IDC il mercato asiatico è quello che promette il maggiore sviluppo nel periodo 2001-2005, con un incremento che si attesta sul 67%. Una ricerca pubblicata da iResearch (2008) analizza il mercato cinese dell’e-recruiting mettendo in evidenza le possibilità di crescita. Il Grafico 1 mostra l’andamento del valore del mercato mentre il Grafico 2 mette in evidenza i tassi di crescita mostrando come in Cina le aziende si stiano sempre più rivolgendo agli strumenti di e-recruiting.

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La ricerca condotta da Taleo Research (2006) sui siti web delle prime 500 aziende mondiali evidenzia come l’uso della sezione dedicata al recruiting sia cresciuta negli anni fino a raggiungere il 94% dei siti analizzati, dimostrando che il sito web aziendale sia ormai una pratica consolidata come strumento di e-recruiting (Grafico 3). Si può infatti ipotizzare che ad oggi il 100% delle principali aziende mondiali abbia una sezione del proprio sito web dedicata al recruiting.

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Hadass (2003) ha condotto un’interessante indagine all’interno di una grande azienda americana per comprendere come gli strumenti di e-recruiting venissero utilizzati. La ricerca è stata condotta a partire dal 1998 e si è conclusa nel 2003, mettendo in evidenza come in questa particolare azienda Internet abbia acquisito un’importanza crescente. Dal Grafico 4 si può osservare come Internet abbia soppiantato strumenti di recruiting come gli annunci su carta stampata e le agenzie di lavoro.
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La tendenza rilevata all’interno dell’azienda presa in esame sembra essere confermata da una ricerca Nielsen Media (2008) che, analizzando gli strumenti per la pubblicazioni di annunci di lavoro, mette in risalto come la carta stampata sia stata quasi totalmente soppiantata da Internet. Nel 2008 infatti gli annunci pubblicati su carta sono stati circa 15.000 contro gli 882.000 pubblicati su web. C’è da sottolineare come i dati presentati da Nielsen Media siano al lordo delle duplicazioni dei messaggi, aspetto che sicuramente avvantaggia lo strumento Internet visti i minori costi e la maggiore semplicità nella duplicazione dell’annuncio; si può comunque affermare che gran parte delle offerte di lavoro vengano oggi pubblicate su Internet.

Per comprendere le dimensioni e la continua affermazione del recruiting attraverso la rete, è utile analizzare i dati presentati da Monster (2008) inerenti al trimestre ottobre- dicembre 2008. I nuovi account attivati sono stati più di 73000 mentre i nuovi CV sono stati 99.854, portando il numero complessivo di CV del database di Monster Italia a 1.789.435. Gli annunci pubblicati da parte delle aziende sono stati più di 70.000 mentre le candidature in risposta agli annunci sono state più di 830.000 facendo registrare un incremento del 16% rispetto allo stesso trimestre del 2007.

Monster Worldwide dal 2006 monitora il mercato italiano del recruiting attraverso il Monster Employer Index. Tale indice ha lo scopo di fotografare l’andamento del mercato del lavoro attraverso l’analisi degli annunci pubblicati sui maggiori portali online dedicati al mondo del lavoro, siti web di aziende private, istituzioni, società di selezione e agenzie di lavoro interinale che utilizzano il web come canale di ricerca di personale. Il MEI è dunque un’utile indice per osservare l’andamento nell’utilizzo degli strumenti di e-recruiting quali job board e siti web aziendali. Purtroppo non sono disponibili i report precedenti al marzo 2008 e quindi non si può fare un’analisi approfondita circa l’andamento dal 2006 in poi di tale indice. All’interno del report del marzo 2008 viene comunque specificato che la media dell’indice del periodo aprile 2006 marzo 2007 era di 120. Questo permette di affermare che in Italia negli ultimi 3 anni ci sia stato un notevole sviluppo dell’e-recruiting (Grafico 5).

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Benchè gli strumenti di e-recruiting abbiano fatto segnare tassi di crescita per quanto riguarda il loro utilizzo, il numero di aziende che ricorre agli stessi è ancora limitato, almeno per quanto riguarda il panorama italiano. All’interno del rapporto Excelsior 20095 redatto da UnionCamere e dal Ministero del Lavoro vengono presentati alcuni dati circa l’adozione di strumenti di e-recruiting da parte delle imprese italiane.

All’interno del rapporto 2009 le aziende che dichiarano di utilizzare Internet come canale di recruiting sono l’ 1,4%6 facendo segnare un incremento dello 0,2% rispetto all’anno precedente. Il canale maggiormente utilizzato dalle aziende italiane è il contatto diretto, il 38,7% delle imprese intervistate lo elegge come il principale canale di ricerca dei possibili candidati. Il dato che riguarda l’utilizzo di Internet in ambito di recruiting è conseguenza della scarsa maturità nell’adozione adozione dell’ ICT da parte delle aziende italiane. I dati contenuti nel rapporto ISTAT (2009a)7 sull’utilizzo delle tecnologie dell’informazioni tra le imprese italiane illustrano come il 96% delle aziende italiane con almeno 10 dipendenti disponga di almeno un computer e tra queste il 97,6% disponga anche di una connessione ad Internet. Si tratta di dati positivi ma se si vanno ad analizzare la tipologia di servizi ai quali le aziende accedono attraverso Internet si può notare come al crescere della complessità del servizio e delle operazioni necessarie per poterne usufruire il numero di aziende interessate diminuisca. In questo senso il sito web aziendale può essere considerato una cartina tornasole per quanto riguarda l’interesse di una azienda per Internet perché, trattandosi di uno strumento poco costoso e di facile realizzazione, è alla portata della quasi totalità delle imprese. In Italia le imprese informatizzate8 con più di 10 dipendenti e che dispongono di un sito web aziendale rappresentano il 60,6%, confermando quindi una scarsa attenzione rispetto allo strumento primario per poter presenziare nella rete. Analizzando nel dettaglio tale dato si può notare come la dimensione dell’impresa sia un fattore rilevante. Le imprese informatizzate e con più di 250 dipendenti dispongono di un sito web aziendale nel 91,5% dei casi mentre le imprese dai 10 fino a 50 dipendenti la percentuale scende al 57,4.

La dimensione organizzativa è un fattore importante anche prendendo in esame l’utilizzo di Internet in ambito di reclutamento del personale. I dati del rapporto Excelsior 2009 mettono in evidenza come l’utilizzo di Internet come strumento di ricerca del personale sia maggiore per le imprese con oltre 500 dipendenti (5,5%) mentre per tra le aziende con meno di 10 dipendenti la percentuale scende all’ 1,0 % (Tab.1). Un’indagine Isfol9 svolta nel 2002 conferma la correlazione tra la dimensione aziendale e l’adozione degli strumenti di e-recruiting. La ricerca è stata svolta tra imprese con più di 10 dipendenti ed il dato circa l’utilizzo dell’e-recruiting è superiore a quello fatto registrare all’interno del rapporto Excelsior 2009, attestandosi al 4,6%. Secondo la ricerca Isfol le imprese che utilizzano Internet come canale di recruiting sono per l’ 86,1% società di capitali mentre per il restante 13,9% società di persone. Una ricerca svolta dalla Banca d’Italia10 nel 2000 indica come l’utilizzo di Internet come canale di ricerca del personale interessi il 12,7% delle aziende. Si deve comunque mettere in evidenza come la ricerca sia stata condotta su imprese con oltre 50 dipendenti e questo spiega i maggiori tassi nell’utilizzo di Internet (Paliotta 2004).

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Al crescere del numero degli organici aziendali si assiste quindi ad un progressivo innalzamento nell’utilizzo di strumenti di ricerca formali questo perché, con molta probabilità, solo nelle medie e grandi aziende ci sono delle procedure ben precise per gestire il reclutamento e la selezione del personale. Nelle piccole e piccolissime imprese che costituiscono circa il 94,8%11 delle imprese nazionali i canali informali come il contatto diretto o la segnalazione da parte di clienti o fornitori sono i canali maggiormente utilizzati incontrando i favori delle piccole imprese che hanno acquisito l’esperienza per poterli utilizzare. Particolarmente interessante è poi il dato relativo all’utilizzo delle banche dati aziendali il 24,7 % delle aziende italiane dichiara di utilizzare questo strumento per come fonte di reclutamento. Nelle aziende di maggiori dimensioni tale percentuale arriva al 53,4% nel caso di aziende di servizi con più di 500 dipendenti. Purtroppo non si è a conoscenza degli strumenti e dei canali attraverso i quali queste banche dati vengono alimentate.

Se si prendono in analisi i dati relativi alla provincia di Trento12 i tassi di adozione di Internet come strumento per la ricerca del personale si attestano su quelli registrati a livello nazionale (Tab.2). Le aziende con un numero di dipendenti inferiore a 50 affermano di utilizzare Internet come canale di ricerca nello 0,9% dei casi mentre nelle realtà imprenditoriali con oltre 50 dipendenti la percentuale cresce al 1,9% attestandosi a 0,3 punti percentuali sotto la media nazionale. Proprio come avviene a livello nazionale le piccole dimensioni delle imprese trentine incidono negativamente sull’adozione degli strumenti di e-recruiting.

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Dai dati presentati si può notare come in circa 10 anni Internet si sia ritagliato un’importante spazio tra i canali di recruiting. I tassi di utilizzo in Italia dimostrano comunque come le aziende, soprattutto quelle di piccole dimensioni, prediligano ancora i canali informali che risultano quelli di più facile utilizzo e con i quali le imprese hanno già acquisito una certa familiarità. Individuare il numero reale di imprese che utilizza Internet per la ricerca di personale non è sicuramente un compito semplice data la diffusione dello strumento. Le aziende che hanno dichiarato di utilizzare le banche dati aziendali per la ricerca di personale probabilmente utilizzano Internet per alimentarle attraverso la ricezione dei curriculum via e-mail oppure tramite la compilazione di un form. Allo stesso modo è possibile che i centri per l’impiego oppure le società di lavoro interinale offrano alle imprese la possibilità di accedere alle proprie banche dati attraverso la rete. La stima dell’utilizzo della rete nel campo del recruiting è dunque complessa e la mancanza di un’indagine focalizzata su questo tema non permette un’analisi più approfondita circa l’utilizzo nel panorama italiano degli strumenti di e- recruiting.

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