1.5.2 I limiti degli strumenti di e-recruiting tradizionali

Alla luce dell’evoluzione del web l’utilizzo delle job board e dei siti web aziendali presenta dei limiti.
L’utilizzo di tali strumenti ha come scopo quello di raccogliere un numero sufficiente di candidature tale da consentire ai responsabili della selezione la possibilità di individuare il candidato che meglio risponde alle caratteristiche necessarie per ricoprire la posizione disponibile. In genere le informazioni che un job seeker invia quando si candida corrispondono al curriculum vitae. Tale documento contiene informazioni quali i contatti personali, le informazioni anagrafiche, il livello di istruzione, le esperienze lavorative, il livello di conoscenza delle lingue e altre competenze specifiche. La struttura ed il tipo di informazioni reperibili variano molto a seconda dello strumento utilizzato dall’azienda. Nel caso delle job board tali informazioni dipendono dalla scelta effettuata dal gestore del sito nella definizione di quali siano i dati inseribili dall’utente per la creazione di un proprio profilo. Utilizzando il proprio sito web invece è l’azienda che può decidere quali sono le informazioni che vuole raccogliere sulle quali poi basare la scelta di un candidato rispetto ad un altro. Ad esempio, informazioni quali le motivazioni o le aspirazioni personali di un candidato, all’interno delle job board non sempre sono reperibili, ecco allora che la personalizzazione delle informazioni richiedibili attraverso il sito web aziendale aumenta i vantaggi per una organizzazione. Tale considerazione è valida se l’azienda predispone un form da compilare, mentre nel caso in cui l’impresa si limiti a permettere l’invio o l’upload di un curriculum questi benefici si perdono o per lo meno dipendono dal singolo individuo e da come questo struttura il proprio curriculum.

Utilizzando esclusivamente le job board ed il sito web aziendale come strumenti di e- recruiting le aziende incontrano inoltre delle difficoltà nell’individuazione dei job seeker passivi. In genere gli individui che possono essere considerati job seeker passivi non utilizzano questi strumenti dal momento che non intendono investire del tempo nella ricerca di una nuova occupazione. Per quanto riguarda le niche job board invece tale considerazione vale solo in parte. Come è stato detto, in alcuni casi all’interno delle job board di nicchia si viene a formare una comunità che trova nel sito degli strumenti di comunicazione come ad esempio i forum oppure una sezione dedicata alle news di settore. Per questo motivo anche chi non è alla ricerca di un lavoro è incentivato ad entrare nel sito per confrontarsi con gli altri utenti e per rimanere aggiornato sui temi trattati dal sito. In questo contesto la presenza di offerte di lavoro specifiche di un settore può interessare anche i job seeker passivi che a pochi click di distanza hanno la possibilità di visionare le offerte.

Dato l’elevato numero di annunci presenti all’interno delle job board le aziende iniziano poi ad incontrare crescenti difficoltà nel mostrare i propri annunci. La visibilità infatti dipende in larga parte dalle modalità con cui un candidato ricerca la posizione. Se questo si limita ad usare una keyword senza specificare un’area geografica od un particolare settore, difficilmente la posizione risulta visibile soprattutto se si tratta di un’offerta datata e che quindi in una visualizzazione cronologica delle offerte per data di pubblicazione, tipica nella maggior parte delle job board, risulta poco visibile. L’elevato numero di job board presenti sul mercato sta oggi facendo diminuire l’efficacia di tale strumento. In una ricerca condotta da Adler (2007) il 63% degli intervistati afferma che la qualità e la quantità dei candidati ottenuti attraverso le job board è un problema. In particolare il 20% afferma che è un problema importante mentre il 43% lo definisce un problema crescente. Tali dati dimostrano come oggi le job board, soprattutto quelle generali, attirino una quantità troppo elevata di candidati che in alcuni casi presentano profili di scarsa qualità. La situazione è da imputare alla crescente diffusione di Internet che attrae sempre più persone con profili professionali molto diversi tra loro. Inoltre, l’attuale situazione economica, dove il numero di disoccupati è tornato a crescere, potrebbe aumentare questo problema dal momento che nuove persone si rivolgeranno ad Internet per trovare una nuova occupazione. Anche in questo caso le aziende possono risolvere in parte il problema rivolgendosi alle job board di nicchia che presentano un numero di potenziali candidati inferiore e con profili più specifici. Naturalmente non sono presenti job board di nicchia per ogni settore o per ogni figura professionale quindi in alcuni casi le aziende sono obbligate a rivolgersi alle job board generali.

L’utilizzo del sito web aziendale pone invece alle aziende il problema della visibilità dello stesso. Le grandi aziende possono contare sul loro nome e sulla loro immagine aziendale per attirare sul proprio sito web i candidati. Al contrario le piccole aziende il cui nome non risulta conosciuto incontrano difficoltà nell’attrarre i candidati sulle proprie pagine. Le aziende devono quindi trovare il modo di veicolare il traffico di chi ricerca lavoro verso il loro sito web attraverso strumenti quali le job board, siti di annunci di lavoro gratuiti, campagne di advertising oppure con strategie di posizionamento all’interno dei motori di ricerca.

Dall’analisi si è compreso che grazie alle job board e ai siti web aziendali le imprese possono ridurre i costi ed i tempi necessari a ricoprire una posizione accedendo allo stesso tempo ad un bacino di candidati più ampio. Le informazioni che possono essere reperite attraverso questi strumenti corrispondono in genere al curriculum vitae del candidato non discostandosi quindi da quelle ricavabili attraverso strumenti di recruiting più tradizionali. Questa situazione potrebbe cambiare grazie all’avvento del web 2.0 e dei nuovi strumenti che si sono affacciati nella rete nel corso degli ultimi cinque anni. Nel prossimo capitolo si cercherà quindi di comprendere se questi nuovi strumenti offrano alle imprese nuove opportunità per le attività di e-recruiting.

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