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Google Adwords: confronta per settore il convertion rate


In una recente ricerca, condotta per Wordstream, Larry Kim ha presentato degli interessanti dati sul mondo Adwords analizzando, settore per settore, il convertion rate ottenuto.

I dati analizzati provengono da Adwords Performance Grader di Wordstream, uno strumento attraverso il quale è stato analizzato circa un miliardo di budget in Adwords.

<!–more Leggi i dati sul Convertion Rate Adwords–>

I dati fanno riferimento al periodo Luglio Ottobre 2012 e offrono l’opportunità a tutti di confrontare il rendimento delle proprie campagne in atto.

Settore CR Search Display Network CR
Viaggi 1,45% 2,99%
Bellezza e benessere 4,56% 2,27%
Auto 4,29 6,15
Industria 4,23% 4,10%
Casa e giardinaggio 2,21% 3,43%
Teleco 6,27% 2,96%
Shopping 3,58% 2,19%
Lavoro 6,09% 2,09%

Avete già confrontato le vostre campagne? Hanno rendimenti simili oppure molto diversi? Fatemelo sapere nei commenti.


10 consigli per il tuo sito mobile


Ecco alcuni dei consigli di Google per lo sviluppo di un sito mobile:

  • Velocizzare la user experience: ottimizzare i tempi di caricamento delle immagini, utilizzare elenchi puntati e rimuovere inutili pulsanti sono alcuni degli aspetti che permettono di velocizzare l’esperienza utente.
  • Creare un sito “thumb friendly”: bottoni di dimensioni maggiori e disposti in aree ben precise per evitare click accidentali
  • Ottimizzare la navigazione: i link alle principali sezioni del sito devono essere sempre presenti e ben visibili e lo scroll continuo della pagina è da evitare se possibile.
  • Design pulito: testi ben visibili e di dimensioni adeguate in modo da evitare lo zoom per la lettura
  • Accessibilità: l’utilizzo di HTML permette di ottenere un sito compatibile con tutti i device di ultima generazione
  • Esperienza locale: offrire la possibilità all’utente di trovare la sede dell’azienda più vicina, fornendo se possibile anche le indicazioni per arrivarci. Mostrare offerte e promozioni in atto in modo da attirarlo nel negozio fisico.
  • Continuità tra desktop e mobile: offrire un esperienza il più possibile simile tra le versioni desktop e mobile.
  • Mobile redirect: l’utente deve poter scegliere tra la versione desktop e mobile
  • Semplificare il percorso di conversione: ridurre al minimo i passaggi necessari per completare una conversione.
  • Analizzare le statistiche: proprio come avviene con i siti desktop anche i siti mobile devono essere monitorati e migliorati grazie all’analisi del traffico e del comportamento degli utenti.

 


Differenza tra creatività e innovazione


Le discussioni sull’innovazione sono spesso difficoltose perchè le persone non hanno le idee chiare sul significato di alcuni termini chiave. In particolare c’è molta confusione sulle differenze tra creatività, innovazione e invenzione.

Partiamo con alcune definizioni:

Creatività: è la capacità o l’atto di concepire qualcosa di originale o inusuale.

Innovazione: è l’implementazione di qualcosa di nuovo

Invenzione: è la creazione di qualcosa che non è mai stata fatta prima ed è riconosciuta come il prodotto di un’intuizione

Se avete un brainstorm durante una riunione e proponete dozzine di nuove idee state mostrando la vostra creatività ma non c’è nessuna innovazione fino a che non verrà realizzato qualcosa di concreto. Qualcuno deve essersi preso dei rischi e realizzato qualcosa per trasformare un’idea creativa in innovazione. Un’invenzione può essere un prodotto, un device o un metodo che non è mai esistito prima. Quindi tutte le invenzioni sono innovazione. Ma non tutte le innovazioni sono invenzioni. Quando la vostra azienda ha pubblicato per la prima volta il suo sito web questo è stato un’innovazione per l’azienda anche se esistevano migliaia di altri siti.

In genere pensiamo all’innovazione come ad un nuovo prodotto ma si può innovare con un nuovo processo, un metodo di lavoro, un business model, una partnership, un nuovo canale di distribuzione o una nuova stategia di marketing. Quindi ogni aspetto del vostro business può essere fonte di innovazione. Associare l’idea di innovazione ai soli prodotti può essere limitante per le aziende. Alcune delle maggiori innovazioni che potete introdurre riguardano i vostri modelli di business ed i servizi ai clienti. Se guardiamo a compagnie come Dell, Amazon, Ebay possiamo vedere come le grandi innovazione che hanno introdotto sono sul modello di business piuttosto che sul prodotto.

L’innovazione, essendo incrementale permette sviluppi sul lungo periodo, quindi dobbiamo continuamente sviluppare creatività che poi dovremo tramutare in innovazione nel più breve tempo possibile.


3 consigli per monitorare la reputazione online con Google Alerts


Google Alerts, oltre ad essere un ottimo strumento per rimanere aggiornati sugli argomenti di nostro interesse, è un ottimo tool per monitorare la nostra reputazione online.


Monitorare il proprio nome

L’uso più naturale dello strumento è sicuramente quello di creare degli alerts con all’interno il nostro nome, quello della nostra azienda, prodotto o cliente che seguiamo. Il consiglio in questo caso è di impostare un alert giornaliero in modo tale da poter rispondere prontamente ai contenuti che vengono pubblicati


Monitorare i link che puntano al nostro sito

Creando un alerts con questo contenuto link:http://www.miositoweb.com si riceveranno gli articoli pubblicati in rete che rimandano al nostro sito. Questa tipologia di avviso permette anche di scoprire nuovi possibili siti partner.


Monitorare un sito web specifico

Sempre più spesso alcuni siti web copiano e ripubblicano contenuti che prendono da altri siti, provocando in alcuni casi danni consistenti in termini di traffico e di ranking. Se avete problemi di questo tipo potete creare un avviso contenente site:http//www.sitodamonitorare.com


Monitorare news locali

Se volete individuare solo le news relative ad una particolare città o stato potete aggiungere alla vostra ricerca la dicitura location:città-o-stato-da-monitorare

Se avete altri consigli su come utilizzare Google Alerts per monitorare la reputazione online lasciate un commento.


AdWords Express: vantaggi e svantaggi



Un paio di mesi fa Google ha lanciato il nuovo programma AdWords Express che, a detta del colosso californiano, rappresenta il modo più semplice per promuovere la propria attività su Google. Attualmente AdWords Express è disponibile in America, UK, Francia e Germania ma presto sarà disponibile anche in Italia.
In pratica AdWords Express permette agli inserzionisti di pubblicare i propri annunci semplicemente scegliendo la categoria della propria attività, il testo dell’annuncio ed il budget mensile di cui si dispone.

Se confrontato ad AdWords “standard” il sistema è molto più semplice da gestire e questo fa si che molte più persone possano avvicinarsi al search advertising.

Vediamo nel dettaglio gli vantaggi e gli svantaggi di AdWords Express se paragonato alla sua controparte standard.

Vantaggi:

  • Facilità di utilizzo: lanciare una campagna in AdWords Express è molto semplice e richiede solo 4 passaggi. Non c’è bisogno di scegliere le keyword o impostare un’offerta per ogni singola keyword o gruppo di annunci. Non esistono corrispondenze generiche o a frase tra cui scegliere e quindi i tempi di settaggio si riducono drasticamente.
  • Automatizzazione: non c’è bisogno di cambiare le offerte sulle keyword in modo manuale. Il sistema aumenta le bid in modo automatico a seconda della categoria di appartenenza e del traffico previsto
  • Target: AdWords Express è costruito per raggiungere solo gli utenti che eseguono ricerche correlate all’area geografica nella quale opera l’azienda e grazie alla scelta della categoria gli annunci vengono mostrati solo su ricerche specifiche.

Svantaggi:

  • Automatizzazione: come abbiamo detto in precedenza, la scelta delle keyword sulle quali mostrare l’annuncio viene fatta in automatico da Google. Tale situazione rischia però di mostrare l’annnuncio su keyword poco correlate all’attività. Supponiamo che vendiate chitarre classiche ma non quelle elettriche. In AdWords Express potete solo scegliere come categoria “negozi di chitarre” correndo il rischio mostrare il proprio annuncio anche ad utenti interessati solo alle chitarre elettriche.
  • Target: il sistema è costruito per mostrare gli annunci in ricerche locali, cioè che contengono al loro interno un riferimento ad una specifica area geografica. Essendo questa procedura del tutto automatizzata non sappiamo come Google decida l’area geografica di riferimento, potrebbe essere troppo ampia o troppo specifica. Un altro limite è l’impossibilità di controllare la pubblicazione dell’annuncio in caso di termini generici che possono essere utilizzati all’interno di ricerche in settori diversi. In Adwords questo aspetto viene controllato attraverso l’utilizzo delle keyword negative ma in AdWords Express non abbiamo nessuna funzione che ci possa aiutare.
  • Semplicità di utilizzo: l’estrema semplificazione della piattaforma porta all’impossibilità di ottimizzare nel tempo la campagna. La maggior parte dei search advertising marketer conosce bene l’importanza dell’ottimizzazione e sa perfettamente che una strategia di search advertising deve basarsi sull’analisi delle conversioni e del ROI per essere sostenibile nel tempo. Queste tipo di strategia è però difficilmente realizzabile attraverso AdWords Express.

Prima di iniziare una campagna su AdWords Express è importante capirne bene le potenzialità e i limiti. Personalmente non mi sento di consigliare a pieno lo strumento nemmeno a chi ha poco tempo per la gestione delle campagne e non ha competenze in materia. Se volete iniziare a pubblicizzare la vostra attività o i vostri prodotto vi consiglio di chiedere ad un professionista del search advertising in modo che possa consigliarvi circa la strategia da adottare e soprattutto possa creare un sistema che vi permetta di calcolare in modo preciso il ROI delle vostre campagne.


Google testa l’iscrizione alla newsletter in AdWords



Negli ultimi mesi Google ha iniziato un processo di ammodernamento della sua paittaforma AdWords sia per offrire agli utenti un modo per raggiungere più velocemnte le informazioni sia per dare agli inserzionisti maggiore visibilità all’interno deelle pagine con i risultati di ricerca.

L’ultima sperimentazione, iniziata nei primi giorni di dicembre, interessa gli annunci testuali all’interno della rete di ricerca e permette agli inserzionisti di inserire un modulo di iscrizione alla propria newsletter.
Come potete vedere dall’immagine postata da Brian Pasch, nell’annuncio l’utente ha la possibilità di iscriversi alla newsletter aziendale senza nemmeno premere sull’annuncio o visitare il sito web.

Per quanto riguarda la privacy è presente un link che permette all’utente di capire come verranno utilizzati i suoi dati.
Si tratta, come detto, di un formato in via di sperimentazione che potrebbe essere interessante per le aziende con brand molto forti che realizzano newsletter in modo costante.

Al momento, non è poi dato sapere se ci sia un costo maggiore rispetto alla bid di partenza nel caso in cui l’utente si iscrivi alla newsletter.


5 metriche per calcolare l’usabilità di un sito web



Nel nostro paese l’usabilità, sopratutto in ambito web, è un tema poco trattato e sopratutto non valorizzato all’interno delle aziende, siano essere impegnate nel web oppure in altri settori economici.
Le cause di questa situazione sono sicuramente molte e non voglio entrare nel merito del dibattito, almeno in questo articolo.
Quello che vi voglio presentare sono solo alcune delle metriche che potete utilizzare nelle vostre valutazioni:

  • Tempo d’azione: è il tempo totale che serve all’utente per completare l’attività. Il crometro viene fatto scattare quando l’utente ha completato la lettura del compito da portare a termine e viene stoppato nel momento in cui tutte le azioni sono terminate, comprese eventuali revisioni.
  • Livello di completamento dell’attività: è probabilmente la metrica più importante. Ogni task può essere completato oppure no quindi ad ogni test si dovrà associare il valore di 1 oppure di zero
  • Livello di soddisfazione circa il compito e il test: si tratta di una metrica qualitativa che consiste nel chiedere all’utente di esprimere un parere circa la difficoltà incontrata nel portare a termine il compito assegnato e nell’effettuare il test.
  • Errori: il monitoraggio degli errori è vitale per migliorare l’usabilità. Comprendere le differenze tra i sleeps e i mistake che commettono gli utenti risulta un passo essenziale per individuare i problemi relativi all’interfaccia grafica.
  • Tempo per pagina e numero di click: si tratta di una metrica che viene utilizzata principalmnete in applicazioni web e spesso in correlazione con il tempo di completameto del task.

Quelle illustrate sono solo alcune delle metriche per calcolare l’usabilità ma potete applicarle fin da subito ad una delle vostre prossime valutazioni.
Se state cercando un libro sull’usabilità vi consiglio quello di Jeff Sauro A Practical Guide to Measuring Usability: 72 Answers to the Most Common Questions about Quantifying the Usability of Websites and Software“. Purtroppo il libro non è ancora disponibile in Italia ma potete comprarlo sullo Store Usa di Amazon
.


4 consigli sugli annunci Facebook



Gli annunci su Facebook si compongono di 4 parti:
- Titolo
- Corpo dell’annuncio
- Immagine
- Url di destinazione

Il titolo di un annuncio Facebook deve essere d’impatto perchè, assieme all’immagine, è l’elemento che più attira l’attenzione degli utenti. Il titolo può contenere al massimo 25 caretteri quindi deve essere semplice e specifico circa l’argomento del vostro annuncio. Spesso porre una domanda nel titolo dell’annuncio aiuta a catturare l’attenzione ma molto dipende dall’argomento della vostra promozione.
L’utilizzo di un’immagine è forse l’aspetto che contraddistingue maggiormente gli annunci Facebook da quelli di altre piattaforme. L’immagine quindi deve essere ottimizzata per raggiungere l’obiettivo. Dal momento che Facebook è composto da individui che vogliono connettersi con altri individui utilizzare delle immagini con persone tende a far aumentare i clic sull’annuncio.
Le dimensioni dell’immagine per gli annunci Facebook deve essere di 110 px di larghezza per 80 pixel di altezza quindi è da escludere l’utilizzo di testo all’interno dell’immagine perchè risulterebbe illeggibile.
Il corpo del messaggio è la parte in cui dovete convincere l’utente a cliccare sull’annuncio. Si compone di 135 caratteri tra i quali dovrete inserire una call to action forte per invogliare l’utente cercando allo stesso di illustrare i vantaggi del vostro prodotto/servizio attraverso frasi semplici, comprensive e brevi.
Attraverso la call to action cercate di illustrare all’utente quello che potrà fare dopo aver cliccato sull’annuncio, utilizzando termini come sfoglia, guarda, impara, acquista, compra, ordina ecc.
Il link di destinazione dell’annuncio è la pagina web alla quale viene rimandato l’utente che preme sull’annuncio; può essere principalmente di due tipi:
- una pagina del vostro sito web
- una pagina su Facebook

Ora non vi resta che iniziare la vostra campagna e, natuturalmente, analizzarne i risultati.


iWeb Seo: ottimizzare un sito iweb per i motori di ricerca


Poco tempo fa mio cugino si è finalmente reso conto che, oltre ad avere un sito personale gradevole, è necessario che questo sia visibile sui principali motori di ricerca altrimenti il traffico veicolato è limitato alle keyword che contengono il suo nome, troppo poche per far conoscere la sua attività di fotografo. Con questi presupposti ho deciso di dargli una mano ma mi sono trovato di fronte ad iWeb ed alle sue logiche di funzionamento. Dopo aver smanettanto un pò tra le varie funzionalità del software mi sono reso conto di come iWeb permetta solo di agire sul titolo della pagina per quanto riguarda l’ottimizzazione del codice. Ho quindi deciso di mettermi alla ricerca di un qualche plugin per agire sul SEO in iWeb e l’unico plugin che ho trovato è stato è iWeb SEO tool. Si tratta di un buon plugin che permette almeno di agire sulle description e keywords delle pagine oltre che sui ALT alt delle immagini.

Se volete proprio utilizzare iWeb vi consiglio di installarvi iWeb SEO Tool e di iniziare ad ottimizzare il vostro sito. 

Resto comunque del parere che convenga utilizzare WordPress superiore in tutto ad iWeb anche se più complicato da utilizzare.


Twylah: la tua tweet page personale


Se avete un profilo aziendale o professionale su Twitter vi sarete resi conto che per sua natura Twitter non è molto user friendly nel presentare la vostra attività. I vostri tweet di certo parlano di voi e della vostra attività ma per gli utenti meno familiari con twitter la pagina del vostro profilo può essere noiosa, non ci sono foto, video ed il livello di personalizzazione è limitato. Così gli ideatori di Twylah hanno ben pensato di presentare i vostri tweet in una nuova veste, mostrando in un’unica pagina i link, le immagini e i video che pubblicate suddividendoli per categoria. Il primo impatto è sicuramente migliore rispetto al profilo twitter grazie anche alle maggiori possibilità di personalizzazione rese disponibili. Twylah strizza l’occhio anche alla monetizzazione dei profili Twitter permettendo di inserire un banner personalizzato all’interno della pagina. Tutti i tweet sono poi facilmente condivisibili dagli utenti all’interno di Facebook, Twitter, Google+ grazie ai bottoni di share e per monitorare la vostra attività avrete a disposizione utile statistiche circa l’interazione da parte degli utenti.

Vi consiglio di iscrivervi alla beta gratuita del servizio direttamente da questa pagina.


Google Analytics permette di aggiungere più account Adwords


La aspettavamo da molto tempo e finalmente Google ha aggiunto la possibilità all’interno di Google Analytics di aggiungere più account Adwords.

Ecco come fare per aggiungere i vostri account Google AdWords al vostro account  Google Analytics:
  1. Accedete a Google Analtytics
  2. Passate alla versione 5 di Google Analytics premendo in lato a destra su “New version”
  3. Impostate la versione 5 come versione di default premendo su “Make this version default”
  4. Ora entrate in Google AdWords ed entrate nella sezione Reporting and Tools > Google Analyitcs
  5. Ora sulla parte destra della pagina premete sull’icona a forma di rotella
  6. Selezionate Data Sources > AdWords > Link Accounts ed aggiungete i vostri account


Social Enterprise at Dreamforce 2011


Interessante keyote del Chairman & CEO Mark Benioff di Saleforce sul fenomeno del social enterprise e sui cambiamenti che Saleforce.com sta apportando alla sua piattaforma. Buona visione.

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Adwords Editor si aggiorna alla versione 9.5


Google ha rilasciato un aggiornamento del suo Adwords Editor. Si tratta di un aggiornamento che introduce alcune novità interessanti:

  • Esperimenti di campagna: si possono ora cambiare lo stato degli esprimenti a livello di gruppo, keyword e annuncio.
  • Estensioni di località: ora si possono inserire nuove estensioni di località e modificare quelle già esistenti. Si può inoltre effettuare il download delle stesse con i classici formati csv e xml.
  • Background download: quest è probabilmente la novità più significativa soprattutto nel caso dobbiate gestire account di grosse dimensioni. Ora mentre si effettua il download delle ultime modifiche sarà possibile operare su di un altro account senza dover attendere il completamento del download.
Come sempre effettuate un backup prima di aggiornare.


Free Google Photo Shoot: Google vi fotografa gratis


L’utilizzo delle mappe di google nella ricerca delle attività commerciali sta velocemnte entrando nelle abitudini degli utenti internet. In questa ottica Google presta sempre più attenzione a Google Maps aggiungendo sempre nuove funzionalità e nuovi servizi.

Dopo aver mappato buona parte delle città con Street View, Google vuole ora entrare dentro alle vostre attività commerciali. Per iniziare a stimolare gli utenti ha quindi deciso di offrire, a chi ne fa richiesta, la possibilità di avere un fotografo professionista a disposizione per fotografare l’interno del proprio negozio il tutto, naturalmente, gratis.
Al momento il servizio è attivo in queste città (nessuna in Italia): Atlanta, GA, Boston, MA, Chicago, IL, Denver, CO, Detriot, MI, Houston, TX, Indianapolis, IN, Jersey City – Hoboken, NJ, Kansas City, KS, Las Vegas, NV, Los Angeles, CA, Miami, FL, Minneapolis, MN, Nashville, TN, New York, NY, Philadelphia, PA, Portland, OR, San Antonio, TX, San Diego, CA, San Jose, CA, Seattle, WA, St. Louis, MO, and Washington DC.
Se avete un’attività in una di queste città vi basterà quindi compilare il modulo e un responsabile Google si metterà in contatto con voi.
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Come pubblicare il proprio portfolio su LinkedIn


Essere presenti all’interno di LinkedIn è oramai diventata una consuetudine per tutti i professioni impiegati in ambito IT e più in generale per chi vuole gestire dinamicamente la sua rete di contatti professionali. Tra questi una parte importante è rappresentata dai professionisti che operano nel mondo della fotografia, del design (on e offline), della comunicazione visiva. Queste figure professionali fino a poco tempo fa non potevano pubblicare il proprio portfolio su LinkedIn ma oggi grazie alla partnership tra LinkedIn e Behance network sarà possibile pubblicare il portfolio personale su LinkedIn.
Vediamo come fare:

  • Dopo aver creato il nostro profilo su LinkedIn andiamo su Behance Network e creiamo il nostro portfolio che vogliamo pubblicare su LinkedIn
  • Carichiamo il nostro portfolio su Behance Network avremo l’opportunità di sincronizzarli con LinkedIn
  • Accediamo al nostro profilo LinkedIn ed entriamo nella sezione dedicata alle applicazioni Altro–>Più applicazioni
  • Selezioniamo Portfolio Display
  • A questo punto dovremo inserire le nostre credenziali di Behance Network e potremo finalmente pubblicare il nostro portfolio su LinkedI

Starbucks Digital Network, un punto di partenza


Una decina di giorni fà Starbucks ha lanciato il suo nuovo nuovo portale realizzato in collaborazione con Yahoo. Il portale di cui sto parlando è quello visibile ed accessibile collegandosi da uno degli store della catena. Come saprete Starbucks permette ai suoi clienti americani di connettersi a Internet via wi-fi gratuitamente senza bisogno di registrarsi e senza limiti di tempo. In un’intervista rilasciata a Scobleizer, Stephen Gillet, CIO di Starbucks, ha dichiarato che, rispetto ad altre aziende che offrono l’accesso ad Internet gratuito (Mc Donald su tutte), gli utenti di Starbucks creano sessioni di 12 minuti più lunghe, a dimostrazione di come ormai i locali di Starbuck oltre ad essere percepiti come spazi per gustare un buon caffè o leggere un bel libro siano anche dei punti dai quali connettersi alla rete. Ogni mese sono circa 3 milioni dgli utenti che si collegano dalla rete Starbucks, ponendo questi luoghi al terzo posto nella classifica dei luoghi dai quali gli utenti si collegano ad Internet dopo la casa e l’ufficio.

Il nuovo portale di Starbucks si offre agli utenti non solo come punto di accesso alla rete ma anche come e vero proprio hub per rimanere aggiornato su quello che accade attorno a loro, nel mondo e nell’universo Starbucks. Il portale è suddiviso i 6 categorie:

  • News: news aggiornate messe a disposizione gratuitamente da alcuni dei quotidiani più autorevoli della stampa americana: Usa Today, New York Times, Wall Street Journal. Accedendo tramite il portale Starbuks gli utenti possono quindi accedere gratuitamente a notizie che solitamente sono a pagamento.
  • Entertainment: tutto quello che ruota attorno a music,  spettacolo, libri e cinema. Vengono promossi artisti e si può comprare direttamente da iTunes la musica che viene messa in onda nello store nel quale ci si trova.
  • Wellness:notizie da mondo del benessere e della bellezza.
  • Business e Careers: informazioni e approfondimenti forniti direttamente da LinkedIn.
  • My neighborhood: informazioni sulle attività e sui luoghi vicini allo store. Particolarmente interessante la partnership con FourSquare grazie alla quale gli utenti potranno effettuare i loro check-in direttamente dal portale di Starbuks.
  • Starbuks: tutto quello che ruota a torno a Starbucks, dai prodotti alla responsabilità sociale dell’impresa.

Il portale, oltre a presentarsi con una veste grafica molto gradevole, e stato realizzato con l’uso di HTML 5 per venire incontro al numero sempre maggiore di utenti che si connettono attraverso un dispositivo mobile. A detta del CIO di Starbucks sono i dispositivi Apple quelli maggiormente utilizzati all’interno dei caffè della società.

Fornire accesso gratuito alla rete all’interno dei propri locali rappresenta un’ottima opportunità per le aziende che intendono promuovere il proprio brand e la propria immagine. Pensiamo ad esempio alle grosse catene alberghiere oppure alle catene di negozi di abbigliamento e alla quantità di informazioni che potrebbero mostrare ai propri clienti, reali o potenziali, realizzando un portale per l’accesso alla rete. In Italia l’accesso a Internet è regolato  dalla legge Pisanu che limita l’accesso alla rete in reti pubbliche solamente previa registrazione al servizio e quindi soluzioni simili a quella adottata da Starbuck al momento risultano irrealizzabili. Speriamo quindi che la situazione cambi in modo da aumentare il numero di reti pubbliche e gratuite alle quali accedere.

Vi lascio all’intervista di Stephen Gillet.

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Applicazioni semantiche aziendali


Upgrade (The European Journal for the Informatic Professional) e Novática hano pubblicato un’interessante ricerca circa l’adozione di tecnologie semantiche all’intenro delle organizzazioni europee. Si ratta di un breve paper che riassume i risultati preliminari di una ricerca condotta su circa 700 responsabili dei sistemi IT di grandi aziende. Nel paper potete trovare anche una semplice introduzione delle tematiche inerenti le applicazioni semantiche aziendali.

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Realizzato da Marco Favero - Web Marketing Manager